Giovedė, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

La Basilica Superiore 
La Navata centrale
Giotto: La leggenda di San Francesco
Parete nord, Ordine Superiore: Antico Testamento
Parete Nord, Ordine Intermedio: Figure Veterotestamentarie
Parete Sud, Ordine Superiore: Gesų Cristo nuovo Adamo
Parete Sud, Ordine Intermedio: La Passione di Gesų
Basilica Superiore::La Navata Centrale
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Basilica Superiore

LA NAVATA CENTRALE

La chiesa superiore di Assisi fu costruita in forma di croce latina ed ha un’unica navata.
Con questo già cade l’accento sulla superficie delle pareti laterali che nessun valico interrompe e che perciò sono come predestinate ad accogliere il poema pittorico della vita di San Francesco.
La chiesa di San Francesco in Assisi è orientata verso ponente, la parete di ingresso col rosone, che nell’architettura è simbolo di cristo ,è dunque rivolta verso oriente.
Il ciclo di affreschi si svolge da ponente verso oriente.
Nella zona inferiore delle pareti: 28 affreschi rappresentanti storie da La leggenda di San Francesco (Giotto e collaboratori 1296-1300)
Nella zona superiore delle pareti: a sinistra si trovano le scene veterotestamentarie, a destra quelle del Nuovo Testamento. Bonaventura scrive: “Dio creò due corpi luminosi, il più piccolo perché splendesse nella notte” (Gen 1, 16) – simbolo dell’Antico Testamento – “ e il più grande perché splendesse durante il giorno” – simbolo del Nuovo Testamento - . “Come la luna riceve la sua luce dal sole, così l’Antico Testamento è illuminato dal nuovo. Quando dunque il sole sorge e la luna tramonta dalla parte opposta … si rischiara l’Antico Testamento. non può essere illuminato che dal Nuovo”.
Nella Basilica di Assisi l’Antico Testamento è dipinto sulla parete Nord, dalla parte della luna, mentre il Nuovo Testamento è illustrato sulla parete Sud, dalla parte del sole.

L’esecuzione dell’ampio programma iconografico fu affidata ad una schiera di artisti di diversa esperienza e matrice stilistica. I romani Turriti, Cavallini e Rusuti, si trovarono a fianco dei toscani più sensibili a nuovi linguaggi e contenuti: il senese Duccio di Boninsegna, i fiorentini Cimabue e Giotto giovane e altri.





 
 



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